Gelateria centrale – Forno di Zoldo

Ottimo gelato a Forno di Zoldo del resto il paese è conosciuto perché gli zoldani si specializzarono nella preparazione del gelato, che veniva preparato in appositi mastelli, congelato con ghiaccio e sale, infine travasato in tinozze di legno che venivano isolate con dei sacchi per mantenerlo solido fino a sera. Il contributo degli zoldani fu determinante per la diffusione del gelato artigianale nell’Europa centrale e settentrionale e presto il commercio ambulante venne sostituito da quello in forma fissa.

Verso la fine del 1800 il comune di Vienna ritirò agli zoldani la licenza di venditori ambulanti per proteggere i pasticceri locali: per poter continuare la loro attività, i gelatieri iniziarono ad affittare dei piccoli negozi arredandoli semplicemente.

L’emigrazione però rimase un fenomeno rigorosamente stagionale: i gelatieri aprivano le loro botteghe nel periodo compreso tra marzo e ottobre, continuando a trascorrere l’inverno nei loro paesi d’origine.

A partire dagli anni cinquanta questa attività arrivò a coinvolgere, direttamente o indirettamente, quasi tutte le famiglie della Valle di Zoldo.

Le difficoltà economiche del dopoguerra e il desiderio di poter migliorare le proprie condizioni di vita, spinsero centinaia di famiglie ad abbandonare definitivamente le attività tradizionali (agricoltura e allevamento) per aprire una gelateria in Austria o Germania

Il fenomeno dell’emigrazione fu così massiccio da determinare profondi cambiamenti nella società e nell’economia della vallata;  quasi tutti gli emigranti fecero una scelta ben precisa: mantenere ben saldi i legami con la terra e la cultura di origine, anziché tentare di integrarsi definitivamente nella società tedesca.

Nonostante questo attaccamento alle origini era ovviamente inevitabile una profonda trasformazione dei rapporti sociali ed economici in Val di Zoldo: i gelatieri ci vivevano solo d’inverno, stagione coincidente con il periodo di riposo, mentre in primavera ed in estate divenne la Valle dei silenzi, animato solo da qualche turista e dai pochi che continuavano a lavorarci.

L’agricoltura di montagna e l’allevamento scomparvero completamente nel giro di pochi anni, mentre alcune frazioni rurali, relativamente isolate rispetto al resto del territorio, vennero definitivamente abbandonate.

Il gelato artigianale si affermò in questo periodo come uno dei prodotti gastronomici italiani più apprezzati nell’Europa centrale e settentrionale ed ebbe un ruolo importante nello sviluppo economico della valle nel secondo dopoguerra soprattutto  con la nascita di industrie specializzate (arredamenti e prodotti per gelaterie).

Oggi la Val di Zoldo è chiamata “la valle dei gelatieri” e le gelaterie zoldane sono sparse in tutto il mondo,  in Italia e Germania soprattutto, ma perfino in Perù, Giappone, Cina, Sudafrica.

EN VERSION

Great Ice cream shop in Forno di Zoldo, after all the Zoldo Valley is well known above all for its wide range of high quality ice cream which literally invaded Europe at the end of the 19th century, local people started to sell sorbets with the typical carts, used to sell the homemade Zoldo ice cream until the first ice-cream shops were created. The emigration was especially in Germany but also Austria, Switzerland, France, Belgium, Holland and Hungary – without counting some countries overseas. The occupation of an ice cream maker is a difficult one, but due to the excellent quality of the ice cream produced by the artisans according to local Zoldo tradition, it immediately gained success establishing itself by far the best on the European market.

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